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Bio
Il gruppo nasce ufficialamente sui banchi del D.A.M.S. di Bologna, Facoltà di Lettere e Filosofia, nella primavera 1983, per iniziativa di Bob Rodiatoce, (chitarra ritmica e voce, a cui si deve la gran parte delle composizioni musicali), Phil Anka (cantante e "front man", nonchè disegnatore del gruppo) e Ted Nylon ("altro cantante" e tastierista, autore, assieme ad Anka, di testi di canzoni e vero "motore pirotecnico" della band).
Alle prime prove in un garage del quartiere Fossolo di Bologna si aggrega Ronnie Shetland (bassista). Qualche mese dopo, per il primo concerto "ufficiale", viene reclutato Paul Syno (batterista, compositore e polistrumentista) e la base operativa del gruppo si sposta nella bassa emiliana.
Dopo un anno e mezzo Lauro O' Cardigan (chitarra solista, arrangiatore) arriverà a completare la prima formazione. Nel 1987 Paul Syno lascia il gruppo e dopo alcune sostituzioni temporanee viene stabilmente rimpiazzato da Steve Cotton Job (batterista, compositore, polistrumentista).

La storia di Lino e i Mistoterital coincide per gran parte con quella di altri gruppi che hanno attraversato la scena underground italiana degli anni'80. Comuni denominatori sono stati l'insofferenza allo yuppismo, la lontananza dalle mode imperanti sia nella musica che nel costume, l'ironia contro il mito del successo e dell'efficenza, la passione contro l'indifferenza.
Quello che invece li ha resi in qualche modo unici e, per molti, a tutt'oggi da rimpiangere, è stata la capacità di muoversi dentro a vari linguaggi, quelli conclamati della cultura pop, ma anche altri ad essa contigui, con una freschezza ed un'originalità indimenticabili. E, ovviamente, la ridondanza che sprigionavano dal vivo.

Le canzoni, non moltissime in nove anni di "carriera" effettiva, si sono diffuse fra i fans con la "contaminazione spontanea", per vie non ufficiali: i loro mitici "demotapes", duplicati e diffusi molto più dei due "LP", sono arrivati negli impianti stereo di ogni angolo d'Italia.
Canzoni fondamentalmente semplici e orecchiabili, ma con dentro qualche ingrediente lisergico capace di dare una leggera "dipendenza". Canzoni fatte come coperte di un letto di campagna. Nelle campiture di tessuto colorato ognuno poteva decidere la propria evocazione: la faccia di un personaggio inquietante, la caricatura di un divo, il fotogramma di un film, le filastrocche di un anziano parente, il lampo di uno spot pubblicitario, un frammento di "vita da band", colto fra un palcoscenico e un viaggio in pullmino. Tutta la materia capace di affascinare i sei LMT è stata tessuta a più mani ma con un risultato sorprendentemente compatto. Oltre alla musica, quindi, immagini e relazioni: il "Fanclèb" e il modo di comunicare con amici e "fans", le produzioni cartacee, ("the Fanz", la fanzine autoironica realizzata da loro stessi ha raggiunto livelli di popolarità nazionale) la radio, la tv.
Laddove i Mistoteritals, a modo loro, sono riusciti a metter mano, si sono verificati interessanti cortocircuitazioni della realtà, e precipitazioni del senso comune. Beatlesiani, e quindi "positivi" nei messaggi e nei modi, hanno avuto fama di band a cui nessuno voleva male, a cui tutti (o quasi), i colleghi musicisti e gli addetti ai lavori (che li hanno spesso coccolati sui giornali di settore e non) hanno tributato parole di simpatia e affetto.

Accomunati inizialmente ad altri fenomeni bolognesi quale il "demenziale" di cui condividevano certe radici, hanno tracciato un proprio percorso contaminato dai tanti generi musicali di cui loro per primi si consideravano devoti fans, ma anche da una rilettura stralunata dei miti infantili: La tv dei Ragazzi, Disney, le figurine, i 45 giri, i film, la scuola, ecc... Soggetti che oggi appaiono patrimonio comune a molti creativi, e il culto per il "trash", (Elio e le Storie Tese che vincono a Sanremo, o le raccolte dei calciatori regalate dall'Unità, i libri di Labranca o l'impiego in senso ironico di personaggi televisivi all'interno di programmi "satirici") sembra indicare una salita al potere da parte di chi ha contribuito a inventare questa "estetica".
Ma nel 1982, in piena ipertrofia da debito pubblico, con musica di plastica o nei migliori casi, elettronico-glaciale, era pionierismo. Sì, i "Lini" sono stati per certi versi iniziatori e alfieri di uno sguardo obliquo e gioioso, uscito da un paio di occhi severi: uno nero di rock 'n' roll, l'altro azzurro da Mago Zurlì.
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Info
Genres:
Indie, Pop, Rock, Intelligent Rock, Italian Rock, Ridondance, Beat, Retro-Pop, Rock and Dementhial
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Location: Italy
Average Rating: not yet rated
Profile Views: 307
Song Plays: 34
Member Since: May 13, 2008
Band Members
Bob Rodiatoce
Guitar, Songwriter and Voice
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